Dal 29 ottobre al 1° novembre il centro storico ospita l’ottava edizione tra degustazioni, musica, maxi sculture e tanti artigiani da tutta Italia
Quattro giorni, circa cento stand e un centro storico che si trasforma in un grande percorso del gusto: a Modena torna Sciocolà, il festival che porta il cioccolato artigianale fuori dalle botteghe e lo mette in mezzo alle piazze, tra assaggi insoliti, concerti e sculture a grandezza naturale, ma anche visita alla città e mostre interessanti.
Sciocolà 2026 a Modena: date, luoghi e programma
Se c’è un momento dell’anno in cui Modena profuma di cacao è la fine di ottobre, perché dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 il centro storico ospita l’ottava edizione di Sciocolà – Festival del Cioccolato Artigianale, la manifestazione che si definisce la più dolce d’Italia e che, a leggere il programma, ha tutta l’aria di meritarsi il titolo. Via Emilia Centro, Corso Duomo, Piazza Matteotti e Piazza Grande accolgono circa cento stand con protagonista il cioccolato e l’ingresso, come gli appuntamenti del calendario, è gratuito fino a esaurimento posti.
Gli artigiani al centro, dalla Sicilia al Trentino
Sciocolà è l’evento che rende grande l’artigianato modenese e italiano, perché i protagonisti sono i maestri cioccolatieri che arrivano da tutta la penisola, dalla Sicilia fino ai luoghi più lontani del Trentino, e portano a Modena lavorazioni e storie molto diverse tra loro. All’inizio sembrava una scommessa e invece si è rivelata un grandissimo successo, anche perché ha il merito di far uscire le persone di casa e di coinvolgere i più giovani, con laboratori per bambini, musica per strada e tanta curiosità da soddisfare.
Cosa si assaggia: dal gin al Lambrusco, fino al pistacchio
Il tema del 2026 è il gioco degli abbinamenti, e le proposte più curiose arrivano dalla mixology: il gin G.REEN alla canapa sarà accompagnato da una pralina decorata a mano con fondente Ecuador 73%, gelée al lime e ganache al tè matcha, mentre il gin B.ACCO, dalle note di tabacco e vaniglia, incontrerà una pralina con caramello e ganache al Baileys, entrambe senza glutine. Tra le novità spicca il torrone alla crema di pistacchio, con il 55% di crema pura, interamente vegetale e senza zuccheri aggiunti, costruito sulla base dell’halva mediorientale, e non mancano il ruby dalle note fruttate, il peperoncino, l’extra fondente che arriva all’80 e al 90% di cacao e, in una città così legata al suo vino, il cioccolato al Lambrusco.

Il piatto salato a base di cioccolato
Per chi non ha il palato dolce, a Sciocolà il cioccolato entra anche in cucina: Daniele Persegani prepara caramelle di pasta fresca al cacao ripiene di anatra all’arancia, mentre lo chef Marco Tazzioli del ristorante Moreali accompagna uno stecco di suino con albicocche dell’orto, bietole e una salsa al cacao intensa. Con “Colpa del whisky”, ispirato a Vasco Rossi, lo chef Lorenzo Rossetto di Fojonco propone invece un panino al vapore al whisky e cioccolato con cotechino di Modena e marmellata di limone acido, un incontro di dolce, sapido e acido che racconta bene lo spirito goloso e un po’ goliardico di questa edizione.
Musica, maxi sculture e ospiti d’eccezione
La musica è il filo conduttore dell’edizione e si sente dappertutto: marching band, street band e spettacoli itineranti accompagnano il pubblico per le vie del centro, in Piazza Grande si alternano rockabilly, sigle dei cartoni animati e medley dagli anni Settanta a oggi, e si può persino bere un po’ di note, con cocktail ispirati a Cesare Cremonini e a Ornella Vanoni. Torna poi l’appuntamento più scenografico, le maxi sculture del Maestro cioccolatiere Mirco Della Vecchia, che quest’anno dedica due opere a grandezza naturale a Benji e Fede, il duo nato a Modena, realizzate in circa 250 ore di lavoro con cacao del Gabon legato al progetto Kakaomundo.
Sal De Riso e i premi di Sciocolà
Tra gli ospiti più attesi c’è Sal De Riso, maestro pasticciere e presidente di AMPI – Accademia Maestri Pasticceri Italiani, che riceverà il riconoscimento “Eccellenza della Pasticceria Italiana” ed è uno dei nomi più rappresentativi dell’arte dolciaria italiana, grazie alla capacità di unire tecnica, identità territoriale e valorizzazione delle materie prime. A Modena racconterà il suo percorso e una pasticceria intesa come cultura, territorio e Made in Italy, in un programma di premi che comprende anche lo Sciocolà d’Oro a Francesco Sole e il Premio alla Carriera a Massimo Varini.
Sciocolà, Modena e il turismo di prossimità
Il festival è anche un’ottima occasione per promuovere la città, perché trasforma Modena in un percorso diffuso tra mostre, eventi culturali e degustazioni e porta in centro visitatori che magari non ci verrebbero in un weekend qualunque. È la formula perfetta del turismo di prossimità: bastano un treno regionale o poco più di un’ora di strada da Bologna, Parma o Reggio Emilia per concedersi una giornata fuori porta tra buon cibo, arte e passeggiate sotto i portici, valorizzando botteghe, ristoranti e produttori del territorio.

Cosa vedere a Modena durante il festival
Tra un assaggio e l’altro vale la pena alzare lo sguardo, a cominciare da Piazza Grande con il Duomo e la Ghirlandina, patrimonio UNESCO e cuore pulsante del festival. A pochi passi si trova il Palazzo dei Musei, un imponente edificio settecentesco nato come Albergo dei Poveri voluto dagli Este, che oggi ospita il Museo Civico, la Galleria Estense e la Biblioteca Estense, un vero scrigno di arte, storia e collezioni da girare con calma.
Proprio al Museo Civico, in largo Porta Sant’Agostino 337, c’è un motivo in più per fermarsi: la mostra “Buoni di cuore, sventati di testa. Pinocchio, Don Chisciotte e altre storie” di Giorgio Scapinelli”, inaugurata il 18 settembre e visitabile fino al 10 gennaio 2027, quindi perfettamente in programma anche nel weekend di Sciocolà.
L’esposizione celebra Giorgio Scapinelli, in arte Scap (Modena, 1926 – Bologna, 1999), nel centenario della nascita, e coincide con un altro anniversario importante, quello dei duecento anni dalla nascita di Carlo Collodi, il “papà” di Pinocchio.
I protagonisti sono tre personaggi che, pur appartenendo a tradizioni letterarie diversissime, condividono la tensione a superare i propri limiti, tra slanci visionari e cadute improvvise, ironia e avventura: Pinocchio, Don Chisciotte e il Barone di Münchhausen, che Scap aveva trasformato negli anni Cinquanta in “cineromanzi a fumetti”. La vera novità è che per la prima volta i tre sono presentati con le loro storie complete, e non come semplici assaggi, in dialogo con il resto della produzione dell’artista.
Il percorso, infatti, va ben oltre il fumetto: tra fumetti, illustrazioni, dipinti, pubblicità e gli indimenticabili personaggi di Carosello si attraversa l’immaginario di un autore che è stato un artista completo e multiforme, non soltanto un illustratore per ragazzi, e con lui l’Italia del dopoguerra e del boom economico.
La mostra è curata da Stefano Bulgarelli, un grandissimo appassionato che durante la visita guidata riservata al gruppo stampa ha saputo trasmettere moltissimo, trasformando il giro tra le sale in un racconto davvero coinvolgente. È l’occasione ideale per chi ama le tavole dai colori vividi, la nostalgia della televisione di una volta o semplicemente le storie che fanno sorridere e riflettere, e visto che il tema è Pinocchio, è difficile trovare un abbinamento migliore con un festival dedicato al cioccolato: il burattino che non sa resistere alle tentazioni, in fondo, sarebbe stato un ospite perfetto!

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Dove mangiare a Modena
Per una pausa che non faccia perdere troppo tempo ma che sia comunque di qualità, il ristorante Il Fantino è una scelta easy, dove si degustano ottime tigelle con lardo e stracchino e uno gnocco fritto con salumi che vale da solo la sosta. Se volete completare il giro in chiave emiliana, buttatevi nel Mercato Albinelli per un assaggio di prodotti del territorio e chiudete la serata con un calice di Lambrusco, che con il cioccolato, a Modena, va d’accordo più di quanto si pensi.

DOMANDE FREQUENTI
Quando
Da giovedì 29 a domenica 1 novembre
Dove
Modena – Piazza Grande, Centro storico
Costo
L’ingresso è gratuito e lo sono anche gli appuntamenti del calendario, anche se per show cooking, degustazioni e incontri vale la regola del fino a esaurimento posti, quindi conviene arrivare con un po’ di anticipo.
Naturalmente, sarà a pagamento ciò che deciderete di acquistare.
Come arrivare
- In treno: la stazione dista dal centro storico solo 15 minuti.
- In auto: l’uscita più indicata è Modena nord
- In aereo: l’aeroporto più vicino è quello di Bologna, collegato a Modena dal servizio Aerbus, che porta nel centro della città in circa cinquanta minuti.