Eccellenze eno-gastronomiche piemontesi: il tartufo è di scena

“ECCELLENZE DEL PIEMONTE IN VETRINA”: IL TARTUFO PRESENTE!
 

Vi avevo anticipato di questa iniziativa intitolata “Eccellenze del Piemonte in vetrina”, il progetto di Regione Piemonte che s’inserisce nella novantunesima edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze piemontesi agroalimentari e vitivinicole della regione, ma ora vi racconto la mia esperienza dopo aver partecipato.


 

Da dove inizio?

 

Naturalmente dalla raccolta del tartufo!

Un’esperienza che mi ha letteralmente entusiasmata.

 

Accompagnati da Kira, un cane dal fiuto eccezionale, ben addestrato e decisamente instancabile, e dal suo padrone, Stefano il Trifolao, mi sono incamminata con il gruppo stampa in zona Castello di Roddi – vicino ad Alba, una zona ricca di tartufi per assistere alla raccolta.
 


  

    Castello di Roddi


 

Sinceramente, pensavo che il cane avrebbe fatto la maggior parte del lavoro: me lo immaginavo effettuare la cerca, scavare, e arrivare dal suo padrone con un bel tartufo tra i denti aspettando la sua dovuta ricompensa.

Di fatto non è così! Il cane viene fermato subito quando individua il punto in cui si trova il tartufo, ma poi è il Trifolao a scavare con un particolare zappino altrimenti il cane, che è un buongustaio, non ci pensa neppure un attimo a mangiarsi il tartufo!

Ecco quindi che Kira ne ha trovati ben tre: uno bianco e due neri.



   

   


 

Ma che cos’è esattamente il tartufo?

 

Altro non è che il corpo fruttifero di un fungo che compie il proprio ciclo vitale sotto terra.

Pensate che ne esistono ben un’ottantina di varietà, ma soltanto otto sono edibili. Ecco quindi che si spiega il suo elevatissimo costo!

 

Esistono due tipi di tartufi: il nero ed il bianco. Il bianco è ancora più pregiato.

 

I tartufi bianchi nascono ad altitudini inferiori ai 700 mt. slm. su terreni bagnati da piogge primaverili ed estive, vicini a corsi d’acqua ma su fondi privi di ristagni e gli alberi vicino ai quali crescono sono, per citarne alcuni, il Tiglio, il Rovere, il Pioppo bianco.

Il periodo di raccolta va dal 21 settembre al 31 gennaio.

 

Il tartufo nero, invece, cresce in collina in boschetti radi che necessitano di una buona penetrazione di raggi solari.

Gli alberi vicino a cui cresce sono il Nocciolo, il Leccio, il Carpino nero, giusto per fare qualche nome.

Il periodo di raccolta va dall’1 dicembre al 15 marzo.

 

Interessante è stata anche l’analisi sensoriale del tartufo, che coinvolge vista, tatto e olfatto per giudicare la qualità del tartufo.

Bello e profumato il tartufo migliore, ma parliamo del gusto!




 

E qui cerco di trasmettervi tutte le sensazioni provate durante la cena al Castello di Roddi (una location strepitosa vicino ad Alba) a cura della Chef Stellata Marta Grassi del Ristorante Tantris di Novara, che ci ha deliziati con bontà a base di prodotti del territorio.




 

 

Per iniziare una cipolla bionda di Cureggio e Fontaneto con gorgonzola DOP e barbabietola.

Non poteva poi mancare il risotto alla toma nostrana con zucca, castagne e tartufo: una vera delizia!

A seguire del baccalà con una crema di patate allo zafferano e mandorle… sublime!

E per terminare un dolce a base di mou, liquirizia e cioccolato: una goduria per concludere una cena di alto livello.

Complimenti alla Chef!

 

   


    

 

 

E ad accompagnare i piatti non potevano mancare i vini piemontesi dell’Azienda Agricola Castaldi Francesca di Briona, viticoltori dal 1700 e dell’Azienda Agricola Tiziano Mazzoni di Cavaglio d’Aragona, entrambe della provincia di Novara.

 

Non perdetevi i prossimi appuntamenti se siete dei buongustai e appassionati della buona tavola.

Le esperienze gourmet piemontesi vi aspettano!  

Il calendario è decisamente molto ricco.

 

Consultate il programma aggiornato su www.visitpiemontecom 

Per info e prenotazioni, invece: www.fieradeltartufo.org 

 

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