Dal mojo ai vini vulcanici, passando per il pesce dell’Atlantico e l’alta cucina: un pranzo stampa a Milano diventa l’occasione per conoscere la cucina di Tenerife, tra sapori, tradizioni ed eccellenze dell’isola.

CUCINA DI TENERIFE: VIAGGIO TRA SAPORI E VINI

 

 

A volte basta sedersi a tavola per cominciare un viaggio. 

Durante un pranzo stampa dedicato alla cucina di Tenerife, organizzato dall'ente spagnolo del turismo a Milano, e ospitato al Magna Pars, L’Hotel à Parfum, ho scoperto l’isola attraverso mojo, pesce dell’Atlantico, tonno Patudo Canario e vini vulcanici. Un percorso gastronomico che racconta Tenerife molto oltre le sue spiagge.

 

 

    La conferenza stampa dedicata alla cucina dell'isola di Tenerife

 

 

Cucina di Tenerife: cosa mangiare sull’isola

 

La cucina di Tenerife nasce dall’incontro tra terra vulcanica e Atlantico. Patate, mojo, pesce, frutti di mare, tonno locale e vini sono alcuni degli elementi che meglio raccontano l’identità gastronomica dell’isola.

È una cucina che parte da ingredienti semplici e tradizionali, ma che oggi viene reinterpretata anche da una nuova generazione di chef.

 

 

Papas e mojo, simboli della cucina canaria

 

Tra i sapori più rappresentativi ci sono sicuramente le papas, le piccole patate delle Canarie, spesso servite con il celebre mojo: la salsa simbolo della cucina canaria, preparata con olio, aglio, aceto, spezie e, a seconda della versione, erbe aromatiche o peperoni.

Durante il pranzo stampa questo binomio è stato reinterpretato dallo chef stellato Diego Schattenhofer in Mojo pan y pica papa, con pane mimetico, burro, patata e mojo esmeralda. Una preparazione essenziale solo in apparenza, perché racchiude uno degli aspetti più interessanti della cucina canaria: partire da ingredienti fortemente identitari e portarli verso un linguaggio attuale senza perdere il legame con il territorio.

 

 

Pesce, molluschi e tonno dell’Atlantico

 

Se la terra vulcanica definisce una parte importante dell’identità di Tenerife, l’oceano completa il racconto.

Uno dei piatti più evocativi del pranzo è stato un’insalata russa di mare con bivalvi, patelle, polpo, burgado, gambero, caviale e cremoso di ricci di mare: un piatto costruito per raccontare l’Atlantico non soltanto attraverso il gusto, ma anche attraverso consistenze e profumi.

Il percorso è proseguito con un pesce bianco, vellutata di calamaretto, un piatto raffinato dal gusto speciale…. il mio preferito, fino al tonno rosso Patudo Canario, servito con papa bonita di Tenerife, salsa al Nebbiolo e tartufo.

Qui il prodotto locale cambia registro senza perdere la propria identità. Il tonno, la papa bonita e gli altri ingredienti dell’isola restano riconoscibili, ma entrano in un racconto più ampio, fatto di tecnica, contrasti e suggestioni contemporanee. È in questo passaggio che la gastronomia di Tenerife diventa particolarmente affascinante: conserva il sapore della sua terra e dell’Atlantico, ma lo porta verso una cucina più raffinata, capace di trasformare il territorio in esperienza.

 

 

                                        La cucina delle Canarie: una cucina da scoprire!

 

 

 

Diego Schattenhofer racconta Tenerife nel piatto

 

A firmare il menu è stato Diego Schattenhofer, chef di Taste 1973 presso l’Hotel Europe Villa Cortés, insieme all’executive chef del Magna Pars Cristian Capraro.

Il bello del percorso era che l’esperienza non si fermava al piatto, perché ogni portata era accompagnata da una fragranza pensata per richiamare un elemento diverso di Tenerife e trasformare il pranzo in un racconto fatto non solo di sapori, ma anche di profumi. Il Teide, l’oceano, il mojo, la lava e i pini delle Canarie entravano così a tavola in modo molto naturale.

Si è iniziato con Aire del Teide, tra note di pompelmo, cannella, cumino e zafferano, mentre l’insalata di mare era accompagnata da Brumas del Atlántico, più fresca e marina, con richiami di alghe, minerali e pino delle Canarie. Con il tonno Patudo Canario è arrivata invece Corazón de Lava, una fragranza più intensa e profonda, con violetta del Teide, palo santo, aghi di pino e betulla.

Il risultato era un gioco sensoriale molto riuscito, capace di far percepire Tenerife non solo attraverso quello che arrivava nel piatto, ma anche attraverso i profumi che richiamavano i suoi paesaggi.

 

 

 

                                        Magna Pars Hotel à Parfum Milano

 

 

Un incontro tra Tenerife e Mediterraneo

 

Il menu ha lasciato spazio anche a un dialogo con la cucina italiana.

Tra i primi è stata servita una pasta risottata con patate e cozze del Salento, crema di provola e bottarga, profumata con legno d’ulivo.

Un piatto nato dalla collaborazione con Cristian Capraro, che ha creato un ponte tra Tenerife e Mediterraneo.

Più che una contaminazione forzata, il piatto sottolineava alcuni elementi comuni: il rapporto con il mare, la centralità della materia prima e la capacità di partire dalla tradizione per costruire qualcosa di contemporaneo.

A chiudere il percorso è arrivato un tiramisù ai fichi con gelato fiordilatte alla foglia di fico, accompagnato dal passito Ben Ryé di Donnafugata.

Un finale italiano per un viaggio gastronomico che, a quel punto, mi aveva già portata molto lontano.

 

 

I vini di Tenerife e la viticoltura vulcanica

 

I vini di Tenerife sono uno degli aspetti più interessanti della gastronomia dell’isola.

Terreni vulcanici, altitudine e sistemi di coltivazione tradizionali contribuiscono a creare una viticoltura fortemente legata al paesaggio.

Durante il pranzo ho assaggiato diverse etichette della cantina Suertes del Marqués, tra cui 

  • --> Trenzado
  • --> Vidonia
  • --> Vidueño.

 

 

                                       Tenerife è famosa anche per i suoi vini

 

 

Che cos’è il cordón trenzado?

 

Il cordón trenzado è un antico sistema di allevamento della vite tipico della Valle de La Orotava.

I lunghi tralci vengono intrecciati manualmente fino a formare vere e proprie trecce, che disegnano il paesaggio agricolo.

Non è quindi soltanto una tecnica di coltivazione, ma anche uno degli elementi visivi più caratteristici della viticoltura locale.

Il Trenzado di Suertes del Marqués ha accompagnato l’apertura del menu e i piatti di mare, mostrando bene quanto il vino a Tenerife sia parte integrante del racconto del territorio.

Ed è proprio questo rapporto tra vino, suolo e paesaggio a rendere l’isola interessante anche per chi sceglie una destinazione pensando prima di tutto all’enogastronomia.

 

 

Cosa vedere a Tenerife

 

Tenerife non è soltanto mare e spiagge. Una delle caratteristiche più sorprendenti dell’isola è la varietà dei suoi paesaggi:

 

  • --> Parco Nazionale del Teide – È il cuore vulcanico di Tenerife e ospita il Teide, con i suoi 3.718 metri, la vetta più alta della Spagna. Il paesaggio, fatto di rocce vulcaniche, crateri e formazioni rocciose, cambia completamente rispetto alle zone costiere dell’isola.
  • --> Santa Cruz de Tenerife – Il capoluogo dell’isola è una città vivace, con piazze, viali, edifici storici e interessanti esempi di architettura moderna. Da vedere Plaza de España, Plaza de la Candelaria e l’Auditorio de Tenerife. La città è inoltre famosa per il suo Carnevale.
  • --> San Cristóbal de La Laguna – A pochi chilometri da Santa Cruz, La Laguna conserva un centro storico di grande fascino, caratterizzato da edifici colorati, palazzi nobiliari, chiese e strade pedonali. Il suo impianto urbano originale è rimasto praticamente intatto e nel 1999 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Da non perdere la Cattedrale, la Chiesa della Concepción, Plaza del Adelantado e le storiche Calle de la Carrera e Calle San Agustín.
  • --> Icod de los Vinos e il Drago Milenario – Nel nord dell'isola si trova uno dei simboli naturali di Tenerife: il Drago Milenario, un imponente esemplare di Dracaena draco dichiarato Monumento Nazionale nel 1917. Il drago si trova all'interno del Parque del Drago, un'area verde di circa tre ettari con piante autoctone, percorsi, punti panoramici e testimonianze legate alla cultura dei Guanci, gli antichi abitanti dell'isola.
  • --> Puerto de la Cruz – Una delle località turistiche storiche di Tenerife, ideale per passeggiare tra il centro storico, le piazze e gli edifici tradizionali. Da vedere anche il Lago Martiánez, un complesso di piscine di acqua marina progettato dall'architetto canario César Manrique.
  • --> La Orotava – Una cittadina elegante nel nord dell'isola, famosa per le sue case tradizionali con balconi in legno, i giardini e il centro storico. È una buona tappa per conoscere un volto più autentico e meno balneare di Tenerife.
  • --> Parco Rurale di Anaga – Una delle zone paesaggisticamente più suggestive dell'isola, con montagne, profonde gole e la caratteristica vegetazione della foresta di Lurisilva. È una destinazione particolarmente interessante per chi ama passeggiare e fare trekking.
  • --> Garachico – Piccolo centro storico affacciato sull'Atlantico, conosciuto per le sue piscine naturali scavate nella roccia vulcanica. È una tappa piacevole per passeggiare tra le vie del paese e osservare il rapporto molto particolare tra il territorio vulcanico e il mare.
  • --> Masca – Nel cuore del massiccio del Teno, questo piccolo borgo è famoso per la sua posizione spettacolare tra montagne e gole. La strada per raggiungerlo offre alcuni dei panorami più scenografici di Tenerife.
  • --> Le spiagge del sud – Costa Adeje, Los Cristianos e Playa de las Américas sono tra le località più conosciute per mare, spiagge e vita turistica. Per un'atmosfera diversa si può raggiungere anche Playa de las Teresitas, vicino a Santa Cruz, caratterizzata dalla sabbia dorata e dalle montagne dell'Anaga sullo sfondo. 

 

 

                                                                                                            Viaggio a Tenerife: Gerachico  

 

 

Cosa fare a Tenerife

 

Per conoscere davvero Tenerife vale la pena andare oltre i luoghi più turistici e cercare esperienze capaci di mettere in relazione cucina, paesaggio e produttori:

 

  • --> Visitare le cantine: una visita alle zone vitivinicole è uno dei modi migliori per comprendere il rapporto tra gastronomia e territorio e la Valle de La Orotava permette di conoscere da vicino sia i vini dell’isola sia tecniche tradizionali come il cordón trenzado.
  • --> Mangiare in un guachinche: tra le esperienze più caratteristiche ci sono i guachinches, locali informali legati alla tradizione vitivinicola dell’isola. Storicamente nascono come luoghi in cui i produttori servivano il proprio vino insieme a piatti semplici e casalinghi.
  • --> Scoprire mercati e piccoli produttori: mercati, botteghe e produttori locali sono un altro modo per avvicinarsi all’identità dell’isola. Patate, formaggi, frutta tropicale, vini e prodotti del mare permettono di conoscere ingredienti che spesso sfuggono ai circuiti turistici più classici.

 

 

Tenerife, un’isola da assaggiare

 

Quello che mi è rimasto del pranzo dedicato a Tenerife non è soltanto il ricordo dei singoli piatti, ma è soprattutto la sensazione che dietro alla cucina dell’isola ci sia un territorio molto più complesso di quanto ci si aspetti.

Tenerife può essere vulcanica e atlantica, rustica e sofisticata, profondamente canaria e allo stesso tempo aperta alle contaminazioni; questo lo si capisce nei vini, nei prodotti del mare e nella cucina d’autore.

Per chi viaggia anche attraverso il gusto, Tenerife non è quindi soltanto una destinazione da vedere: è un’isola da assaggiare.

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